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L’architettura normanna di Sicilia

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Sicilia normanna! Oggi è molto difficile sostituire il mito arabo, di una favolosa isola punteggiata dai minareti di mille moschee con quello dimenticato, seppure storicamente più tangibile, ma non meno affascinante, di una regione, euro mediterranea, cosmopolita, ricca di architetture normanne, tra le più belle dell’Europa romanica e dell’Oriente bizantino. Un mito iniziato quasi parallelamente, dai duchi e dai conti normanni durante il periodo delle conquiste: dalla Manica allo Stretto di Messina, realizzato pienamente, dopo la costituzione dei regni d’Inghilterra e di Sicilia.
Per comprendere l’essenza di cento, splendidi anni, di architettura siculo normanna, è necessario discernere le diverse radici culturali che la composero, pur nell’unità di un’unica realtà culturale. Tracceremo dunque, una breve analisi comparativa, delle strutture e delle tecniche costruttive, tra la Sicilia e la Normandia, riferendoci alla storia ed ai miti di appartenenza.
Dalla prima metà del secolo XI e durante tutto il XII inizia, in Europa, una rinascita sociale e religiosa, fondata sulla riscoperta delle radici cristiane.
Fu il secolo delle grandi cattedrali romaniche, fondate nel solco delle tradizioni carolinge ed ottoniane. In questo periodo, la Normandia, la Sicilia e l’Inghilterra, costituirono tre poli culturali, tra i più notevoli dell’architettura medievale, producendo opere che ancora oggi, testimoniano uno spirito artistico originale, connesso alle tecniche costruttive, che precedettero lo strutturalismo gotico.
Il mito normanno trae le sue prime origini, dopo l’Anno Mille, nella regione dell’estuario della Senna dove, per opera del famoso capo Rollone, si stabilì un contingente vikingo, con centro politico a Rouen. Questa comunità riuscì in seguito, a mantenere una certa omogeneità sociale etnica e culturale, legata alle tradizioni ed alle espressioni artistiche celtiche. Di contro, ancor prima dell’invasione vikinga, la Bassa Normandia ospitava, nella piana tra Caen e Bayeux, diverse enclave sassoni, ciascuna apportatrice di originali connotazioni culturali legate al mondo, carolingio. Conseguentemente circolavano, esperienze architettoniche ed espressioni artistiche popolari, legate agli ordini monastici benedettini fondati durante l’impero di Carlo Magno.
La Normandia del secolo XI presentava quindi, in quei primi decenni, una realtà etnica alquanto eterogenea, le cui fazioni volentieri, entravano in conflitto. Fu merito del Duca Guglielmo, futuro conquistatore dell’Inghil-terra, comporre i dissidi interni alla regione, con metodi alquanto decisi, imponendo progressivamente, dal 1048 al 1060, un governo centralizzato, su tutti i territori ereditati dal padre: Roberto il Magnifico. L’idea di una centralità politica su base feudale, in un secolo segnato da sommosse ed anarchia diffusa, si rivelò ben presto, l’idea vincente legata all’espansione normanna in Inghilterra e nell’Italia Meridionale.