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Potere politico e Potere ecclesiastico in epoca sicula-normanna (XI-XII secolo)

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Conquistata la Sicilia i Normanni trovarono i resti di una timida organizzazione ecclesiale Bizantina i Vescovi rimasti e reinsediati, erano appena due, gli Arabi pur professando la loro religione ed adattando le Chiese a moschee, erano stati tolleranti con i Cristiani lasciando che professassero la loro fede, pagando tuttavia un’apposita tassa. Toccò a Roberto il Guiscardo ed al fratello Ruggero il Gran Conte il merito il difficile compito di ripristinare il culto cristiano nell’Isola. Lontano da Roma e da Cluny, poli del Cristianesimo occidentale, i due fratelli d’Altavilla, anche se guerrieri d’origine vikinga, seppero deporre le armi, anche se per brevi periodi per entrare nelle isolite vesti di Legati Apostolici. Decisiva in tal senso la Legatio apostolica concessa da Urbano II.
Furono create numerose diocesi, forse troppe, se si considerano i centri minori ininfluenti ai fini pastorali. Ma occorre considerare che la nomina di un vescovo era fatta tenendo conto della situazione sociale ed etnica locale, dalle componenti politiche del momento e del gradimento o ratifica pontificia. In sintesi potere spirituale e temporale dovevano trovare il loro giusto equilibrio. I Governanti normanni, nel Concilio di Melfi del 1059, accettarono un accordo con la corrente riformista dei papi. Guglielmo II riuscì ad ottenere da Adriano IV il Concordato beneventano, con il quale si limitava l’intervento del Papa nelle questioni politiche e permetteva al re di porre il veto sulle nomine ecclesiastiche. Su questi argomenti scoppiarono i contrasti tra l’arcivescovo di Canterbury, Thomas Becket ed il Re d’Inghil-terra Enrico II il Plantageneto che voleva esercitare le stesse prerogative dei Re di Sicilia. La contesa si risolse tragicamente con il martirio dell’Arcivescovo inglese.

Il Monachesimo
I Normanni di Sicilia favorirono grandemente il monachesimo latino, benedettino, e greco, basiliano. Intensi furono i rapporti con i cluniacensi ed i Benedettini che s’ispiravano alla regola di  Cluny come quelli di Cava e di S. Evroult guidati da Roberto di Grantmesnil. Notevoli le due fondazioni agostiniane che si ispiravano a Noberto di Premontré: Cefalù sede dinastica degli Altavilla e S. Giorgio a Gratteri.

I benedettini
Diversi furono i monasteri benedettini la cui vita ebbe notevole impulso ed importanza in età siculo normanna, tra questi si annoverano:  Montecassino retto dall’Abbate Desiderio, S. Clemente a Casauria e la Santissima Trinità di Cava dei Tirreni, monastero fondato nel 1025 da Alferio compagno di viaggio di Odillon, abbate di Cluny. Da questo monastero, l’Abate Benincasa, amico degli Altavilla, avrebbe inviato a Monreale i primi 100 monaci guidati da Teobaldo, per vivere nel monastero annesso alla Chiesa di S. Maria La nuova, fondato da Guglielmo II. Teobaldo sarà in seguito il primo Arcivescovo di Monreale.